domenica 23 novembre 2014

La stagione dei mercatini


Sono consapevole di essere latitante e me ne dispiaccio. 
Periodo intenso: tanta ansia, tante decisioni, tante responsabilità e tanti impegni. 
E poi, si inizia con i mercatini. Il primo è stato benedetto dal tiepido sole di novembre, dopo una settimana -o più- di piogge torrenziali. 
Nuove card, nuove creazioni e nuovo allestimento: mai come quest'anno i mercatini saranno a conduzione familiare.


Ho il cuore gonfio di soddisfazione, mentre riguardo queste foto e penso ai nostri sforzi, alle serate sforate in nottate, ma anche al bellissimo risultato ottenuto.
E poi, mi mancava l'esperienza da bancarella: la condivisione delle esperienze con la vicina, i consigli preziosi, le scene memorabili, quelle risate che escono di pancia, il thé caldo del pomeriggio, i piedi freddi e insensibili, il rientro al calduccio quando il sole ormai è andato a dormire.


La visita di un'amica, gli apprezzamenti dei passanti, la vendita-lampo inaspettata, il cliente che prende in mano il tuo biglietto e ne sceglie subito altri, con decisione.
Ancora mi fa strano mostrare in pubblico le mie creazioni: non è come sul web, dove una bella foto può fare la differenza. Dal vivo le persone osservano, vengono catturate dal particolare oppure decidono di passare oltre, prendono in mano la card e la appoggiano subito, oppure la fissano con attenzione e, magari, fanno anche qualche domanda. Il feedback è immediato e per me è sempre uno stimolo a migliorare.
Domenica prossima altro mercatino. Altra giostra, altra storia, altro divertimento.


domenica 2 novembre 2014

When the stars go blue



Più il blu è profondo, più richiama l'idea di infinito, suscitando la nostalgia della purezza e del soprannaturale. E' il colore del cielo, come appunto ce lo immaginiamo quando sentiamo la parola "cielo".

Quest'anno, per me, è stato blu. Nel vestire, negli accessori, nel sentire. 
Mi piace pensare, leggendo le parole di Kandinsky, che la quiete del blu mi abbia avvolta e tenuta stretta in tutte le sue sfumature. Pertanto ho voluto rendergli omaggio con un tris di biglietti a tema natalizio. Aggiungendoci una spruzzata di argento.


La prima card è una shaker card molto semplice: la finestra è ricavata con una fustella sizzix che riproduce una piccola pallina di Natale. L'ho chiusa con dell'acetato e del nastro gommato e l'ho riempita con delle stelline argentate piccole e medie. Un trionfo di blu ed un augurio embossato in argento.


La seconda è una easel card, ovvero una card autoportante. Su del vellum ho stampato ed embossato in argento questa bellissima sequenza di palline di Natale e il relativo augurio. Ho creato una cornice con del cartoncino grigio ed ho risaltato il tutto con un cartoncino bianco di sfondo. La base è tutta in blu ed è sostenuta da un paio di brillantini argento.


L'ultima card è nella struttura molto simile alla precedente, pur non trattandosi di una easel card. 
Ho scelto questo bellissimo albero ornamentale e l'ho embossato in argento. Cornice bianca su sfondo bianco, applicata ad un cartoncino blu. Qualche brillantino ed un fiocco di neve a movimentare la card. Non sono riuscita a non realizzarne anche un'altra versione, per certi versi meno invernale e più natalizia:


Ne approfitto per informarvi che la stagione dei mercatini "natalizi" sta per cominciare: il primo appuntamento è per domenica 16 novembre (tempo permettendo) al mercatino creativo di Calolziocorte (LC) - Località Lavello (la mia assenza dal blog, dovuta anche a impegni lavorativo-affettivi, è giustificata anche all'intensa produzione di questo periodo).
Vorrei concludere così come ho cominciato, per ricordarmi che non bisogna mai stancarsi e dimenticarsi di guardare il cielo e perdersi nella sua quiete:

Il blu è il colore tipico del cielo. Se è molto scuro dà un'idea di quiete. [...] Da un punto di vista musicale l'azzurro assomiglia a un flauto, il blu a un violoncello o, quando diventa molto scuro, al suono meraviglioso del contrabbasso; nella sua dimensione più scura e solenne ha il suono profondo di un organo.